Categorie: Yes, gadget

Custodia Tante App-tività: e se l’iPhone diventasse un giocattolo per bambini?

La scena è sempre la stessa con la mia cuginetta Irene di poco più di tre anni.
Io: «Ciao pupetta!».
Irene: «Ciao Chiaetta!».
(La R proprio non riesce ancora a pronunciarla, anche se si impegna tantissimo).
Irene: «Posso cuiosare nella tua bossa?».
E prima ancora che le dica di sì, la sua faccia e le sue manine ci stanno già sprofondando dentro. Obiettivo: appropriarsi del mio nuovo lip gloss  e, in questo modo, creare un diversivo. Per arrivare a lui. Il vero obiettivo. L’iPhone. Ma non certo per aprire tutte le app possibili e immaginabili, come chiunque s’aspetterebbe. Eh no, troppo facile. Irene è interessata a testare la capacità del melafonino di resistere agli urti, facendolo combattere con il suo finto (e sottolineo finto) BlackBerry. Irene lo mette alla prova facendolo scivolare sul parque nemmeno fosse una saponetta. Irene tenta anche di usarlo come spugnetta, quando rovescia l’acqua.
Se anche il vostro iPhone si trova spesso a fronteggiare delle Irene come la mia, vale la pena prepararlo. Anzi, rivestirlo. Ma non con le solite cover di gomma, che lo fanno assomigliare tanto, troppo al telecomando della nonna (e non me ne voglia la nonna). Bensì con un gadget che lo rende ancora più giocattolo agli occhi dei bambini e ancora più sicuro ai nostri occhi. Sto parlando della custodia Tante App-tività di Fisher-Price.

IL GADGET IN UN TWEET Una specie di sonaglio ad anello coloratissimo con, al centro, uno spazio per incastrarci e chiuderci dentro lo smartphone.
IL GADGET SECONDO ME
Il salvavita dell’iPhone.
TUTTO (MA PROPRIO TUTTO) QUELLO CHE POTETE FARCI Una volta posizionato il cellulare all’interno della custodia Tante App-tività e girata la serratura per una totale protezione, può essere addirittura gettata per terra: è fatta di una gomma molto resistente (fidatevi, l’ha provata Irene). In più, una pellicola trasparente avvolge lo schermo.
COMPATIBILE CON iPhone 1G, 3G, 3GS, 4, 4S, iPod Touch 2G, 3G e 4G. E bambini dai sei mesi in su.
COSTO € 21.
IN PIÙ Su iTunes è possibile scaricare gratis le applicazioni Fisher-Price Laugh & Learn.

Categorie: Social Life

EmotId: niente è più social delle emozioni

“Spesso la gente non ha le emozioni chiare, altro che le idee”. L’autore di questa chicca è uno dei miei preferiti in assoluto, Diego De Silva. La regala nel romanzo Non avevo capito niente (titolo che – per altro – si adatta perfettamente a questa fase della mia vita). Chissà se la riscriverebbe papale papale dopo essersi iscritto a EmotId? Sì, perché EmotId è il primo social network dedicato agli stati d’animo, che aiuta a capirli, dare loro un nome e, – come ogni community che si rispetti – a condividerli. È tutto italiano, con tanto di app per iPhone e iPad (e presto anche per Android).

L’IDEA
L’ha avuta Michele Fariselli, imprenditore bolognese che ha abbandonato il business dell’informatica delle grandi aziende per dedicarsi alla cosiddetta intelligenza emotiva. Ma poi si è avvalso di una schiera di psicologi e programmatori, visto che il suo obiettivo è chiaro, molto chiaro, e ambizioso, molto ambizioso: «Rompere lo schema della maggior parte dei social per cui i contatti si selezionano in base alla foto del profilo e non a motivazioni, come dire… un po’ più profonde».

PER DIVENTARE “EMOTIDER”
Le premesse vi piacciono (tanto quanto sono piaciute a me)? Vi regalano sensazioni positive – giusto per stare in tema? Allora, iscrivetevi (è gratis). Potete farlo anche passando attraverso l’account di Facebook, di Twitter o di Gmail. Poi, scegliete un emoTag, una specie di avatar che vi descrive fisicamemte (anche se non è obbligatorio). Lo step successivo? Iniziate a condividere il vostro stato d’animo: individuatelo tra ben 50 emozioni predefenite. E sia chiaro: tutti lo vedono, perché su EmotId i profili sono pubblici. E tutti possono commentarlo (con un’emozione, ovvio: un’emozione dell’emozione). Ah, dimenticavo: è possibile rilanciarlo anche su Fb and co..

LA VERA FIGATA
Si chiama emoTips. In soldoni, si tratta di consigli di esperti per modificare gli stati d’animo negativi (ma non solo). Dai film alle canzoni, dai look al make-up, dalle ricette di cucina ai vini, dagli sport ai viaggi: i rimedi sono individuati da veri e proprio guru di settore. Qualche nome per avere un’idea? Dawn Del Russo, fashion blogger newyorkese; Bruno Serato, cuoco di fama internazionale e primo italiano a entrare nella Cnn top 10 heroes 2011, classifica che il network televisivo americano stila ogni anno scegliendo fra 40mila persone che, con il loro impegno, cambiano il mondo; Loretta Napoleoni, economista; Mirco Della Vecchia, campione nostrano di cioccolateria; Andrea Gori, vice campione europeo di sommelier…

Scommettiamo che anche i più razionali saranno presto EmotId-addicted?

Categorie: Hi-news, Social Life

E se liberarsi dalla Timeline di Facebook non fosse più un fake? (Sia benedetto Tecnocino.it)

Nella storia di Facebook è indubbiamente il cambiamento più detestato-stroncato-condannato-criticato. Tanto che, secondo un recente sondaggio realizzato da Sodahead, il 70 per cento degli intervistati fa fatica ad abituarsi. Anzi, non si vorrebbe proprio abituare. Sì, sto parlando della “famigerata” Timeline o Diario.

L’interfaccia grafica di Fb, che ha compiuto da poco due mesi e che a breve dovrebbe diventare obbligatoria per tutti (secondo il blog ufficiale del social network lo switch off sarebbe imminente, questione di una manciata di settimane), non ha mai convinto nemmeno me. E continuo a starne alla larga. I motivi? Ecco i più gettonati tra i blogger, ma che sono anche i miei:
1. è caotica;
2. è stalker-friendly: se non si è attenti a impostare il livello di accessibilità, tutti arrivano facilmente a sapere tutto di tutti;
3. piazza in bella vista – tra i cosiddetti highlight – foto (magari, con tag a tradimento) che gli utenti speravano ormai seppellite da milioni di post molto più recenti;
4. una volta convertiti al nuovo layout, non si torna più indietro. Insomma, il passaggio è i-r-r-e-v-e-r-s-i-b-i-l-e (paura, eh?!).
Tranquillizzatevi, almeno sul quarto punto: è possibile tornare al buon vecchio profilo. Ok, il metodo non è proprio dei più ufficiali né tanto meno benedetto da Mark Zuckerberg in persona. Ma, per una volta, chissenefrega. Dovete solo sperare di avere l’ultima versione di uno di questi due browser: Firefox di Chrome o Google Chrome (NON Safari di Apple e NON Internet Explorer di Microsoft). E seguire alla lettera le istruzioni che trovate qui.
In barba ai fake che girano in rete da quando Facebook si è rifatto la faccia e che prometteno di cancellare tutti i segni della plastica chiamata Timeline (promesse da marinaio, solo promesse da marinaio), quelli di Tecnocino.it hanno finalmente trovato un modo che dovrebbe funzionare davvero: sia con Firefox di Chrome sia con Google Chrome si tratta di fare un cambio di “user agent”. E quindi, molto banalmente, di andare a modificare le impostazioni del browser. Fattibile, anche per i non-smanettoni.
Sia ben chiaro: questo metodo consente a chi lo mette in pratica di tornare a visulizzare il vecchio profilo, ma NON ai suoi contatti, che continueranno cioè a vedere la Timeline.
A questo punto, una domanda mi sorge spontanea: quando il Diario sarà un must per tutti (nessun utente escluso), che succederà? Diventerà necessario (re)impostare il browser? E, a quel punto, l’operazione si complica oppure no?

Categorie: What'(s) App

Hipstamatch: e ora, sì, che Hipstamatic è davvero perfetta

I fan dell’iphoneography la stavano aspettando da tempo. Perché completa l’applicazione fotografica per eccellenza: Hipstamatic. Ecco spiegato il motivo per cui, da qualche giorno, in rete non si parla d’altro che di questa nuovissima app. E ora, dopo averla provata, lo faccio anch’io.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COME SI CHIAMA Hipstamatch.
DA NON CONFONDERE CON HipstaHelp.
COSA FA (IN UN TWEET) Permette di visualizzare in anteprima l’effetto fotografico che si otterrà abbinando soggetti e ambienti a lenti e pellicole di Hipstamatic.
COME FUNZIONA (RIGOROSAMENTE IN POCHI STEP E A PROVA DI TECH-ILLITERATE)
1. Fate il download dell’applicazione dall’iTunes Store. Vi costa € 0,79, il prezzo minimo delle app.
2. Aprite Hipstamatic, combinate rullini, flash e lenti a vostro piacimento. Ma, alt: non scattate subito.
3. Tornate su Hipstamatch, passate in rassegna le sette immagini predefinite, finché non vi imbattete in quella che per soggetto e ambiente si avvicina di più alla foto da realizzare.
4. Individuata? Bene! Sopra all’immagine trovate tutte le lenti che Hipstamatch rileva in automatico dai vostri “Pak Hipstamatic” (questa impostazione è mooolto intelligente, vero?), sotto i rullini. Non vi resta che ripetere la combinazione che pensavate di utilizzare e verificare il risultato. Non vi piace? Poco male: mixate altre lenti e altre pellicole.
LA SFIGATA N°1 Servirebbe una maggiore varietà di immagini predefinite. Mancano, soprattutto, quelle che ritraggono persone.
LA SFIGATA N°2 Scordatevi i flash: almeno in questa prima versione, l’app non li prevede.
DA ABBINARE Al libro Fotografare con l’iPhone di Stephanie C. Roberts (Logos). Qui c’è tutto (ma proprio tutto) quello che dovete sapere per rendere il melafonino più efficace di molte, moltissime fotocamere digitali compatte.

Categorie: What'(s) App

Innamorati pigri? L’app che fa per voi è Report Your Love

Nonostante San Valentino sia bello che archiviato (e per fortuna – starà dicendo qualcuna di voi), ecco un’applicazione per innamorati. Ma un po’… come dire… comodi, che non hanno voglia di scervellarsi a trovare ogni giorno (o, addirittura, più volte al giorno) messaggi romatici o frasi a effetto.
COME SI CHIAMA Report Your Love.
Report Your Love

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DA NON CONFONDERE CON Tag Your Love.
COSA FA (IN UN TWEET) Una volta installata su due iPhone (o iPad), permette di inviarsi (tra loro) notifiche d’amore automatiche o “pensierini”.
COME FUNZIONA (RIGOROSAMENTE IN POCHI STEP E A PROVA DI TECH-ILLITERATE) 1. Fate il download dell’applicazione dall’iTunes Store.
2. Createvi un micro profilo compilando i campi obbligatori.
3. Loggatevi inserendo l’indirizzo di posta elettronica e una password.
4. Scegliete un avatar con cui firmare notifiche e pensieri: Angel, Devil, Nerd, Romantic, Sexy o Vampire.
5. Inviate al vostro amore la richiesta di scaricare Report Your Love (la riceverà via mail).
6. Dal momento in cui l’accetta (e scarica l’app), ogni volta che avete tra le mani lo smartphone, non dovete fare altro che aprire il programmino e cliccare “Ti penso”. Arriva a destinazione in tempo zero. Ma anche lo sbattimento è pari a zero.
7. Volete tenere monitorati i “Ti penso” inviati e ricevuti? Andate su “Report”: li trovate visualizzati su un grafico sempre aggiornato.
SE NON BASTASSE Potete anche sbizzarrirvi/impegnarvi a comporre e inviare messaggi romantici.
LA SFIGATA N°1 Non sono previste notifiche. Dunque, dovete ricordarvi di andare ogni tanto a controllare che il vostro amore vi stia subissando di “Ti penso”. E ricambiare, ovvio.
LA SFIGATA N°2
Vi rendere subito conto quanto (o quanto poco) siete nella testa, nel cuore e nel melafonino del vostro lui (o della vostra lei).
COSTO € 0,79.

Se l’iPhone si innamora del BlackBerry

A San Valentino tutto può succerere. O, forse, era Natale. Comunque. Sta di fatto che, in occasione del 14 febbraio si annuncia una piccola tregua tra iPhone e BlackBerry. Anzi, più di una tregua: l”uno perderà la testa per l’altro. Sì, avete letto bene.
A fare da Cupido, i creativi di LipsiaDESIGN
. Forse li avete già sentiti nominare. Hanno lanciato le instanTshirt, le magliette di grande attualità e sempre sul pezzo. Guardate qui alcuni modelli:
LipsiaDESIGNLipsiaDESIGN

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E, adesso, rendono omaggio alla festa degli innamorati. A modo loro. Con una nuova instantTshirt, ovvio. «Che porti un messaggio chiaro, pensato per superare lo stretto significato di quel giorno», spiega Stefano Ramponi, Ceo & Founder LipsiaDESIGN. «Perché il segnale lanciato è un tributo alla volontà e al coraggio che sanno superare ostacoli e differenze. Anche le più insormontabili. L’energia più potente al mondo è l’amore. E questa creazione da indossare lo certifica. Insieme alla consapevolezza di come, mai come ora, amare voglia dire sfidare le convinzioni».
E, allora, ci sta che i melafonini si infatuino dei BB. «Da sempre rivali», continua Ramponi, «i due modelli di smartphone simbolo dell’always on si trasformano nei protagonisti di una favola grafica, dove i “nemici” interagiscono in nome della passione».
Se questa favola vi piace e volete acquistare la instanTshirt, linkate qui.
LipsiaDESIGN

Categorie: Yes, gadget

Quando la doppia sim semplifica la doppia vita (ai traditori, ma anche ai potenziali cornuti)

Chiunque sia sospettoso, invita al tradimento.
(Voltaire)

 

I colleghi di Wired li hanno battezzati Bunga Bunga phone. E, in effetti, non potevano trovare soprannome più azzeccato e attuale per gli ultimi modelli NGM (New Generation Mobile) dual sim. Per forza, con tante di quelle fuzioni antisgamo che sembrano pensate da un team di investigatori privati, fanno la felicità di ogni infedele cronico.
Io ho provato il nuovo Van Gogh, primo cellulare con auricolare Bluetooth integrato. E per farlo al meglio, ho cercato di immaginare come lo utilizzerebbe un fedifrafgo esperto. Però. Però non ci sono riuscita. Perché mi è più facile calarmi nei panni della cornuta ferita. O meglio, della sospettosa, della diffidente. E al diavolo l’avvertimento di Voltaire! Anzi, consiglio proprio a tutte voi un po’ incerte sulla fedeltà dei partner di regalare loro un NGM.
Così:
1.    quando lui si infila nella doccia o scende a buttare l’immondizia, potete andare a controllare la Black List. È una selezione di numeri di telefono per i quali non vuole essere raggiungibile. Tempo richiesto per l’operazione: un paio di minuti.
2.    esce con gli amici e si dimentica a casa il cellulare? O-t-t-i-m-o! Avete tutto il tempo per interccettare la password ed entrare nella cosidetta Area Privè. In pratica, si tratta di una memoria dello smartphone protetta da un codice segreto, appunto, in cui è possibile salvare i contatti da tenere nascosti con un nome falso e, soprattutto, con un numero falso. Risultato: ogni volta che l’amante telefona, sul display appare Giovanni-ufficio o Stefano-calcetto o, perché no, Mamma. Il brutto (e il bello per i traditori seriali) è che, qualora decidiate di fare delle verifiche, il sistema richiama proprio i numeri fittizi. Ma voi potete sempre prendere il toro per le corna, affrontarlo e chiedergli perché ha memorizzato innocui contatti, come quelli di lavoro e della madre, in una vera e propria secret zone;
3.    ogni volta che il vostro partner telefona dall’aeroporto o dal ristorante o, ancora, dalla stazione, prendete la sana abitudine di chiedergli qualche dettaglio, senza cascare nell’interrogatorio, sia chiaro. Il motivo? Gli smartphone NGM aggiungono alla conversazione i rumori tipici di questi ambienti, premendo un semplice tasto;
4.    tenete le antenne ben puntate anche sugli sms: primo, possono essere inviati a orari programmati; secondo, se ricevuti dai numeri di telefono salvati nell’Area Privè, vengono visualizzati in modo molto discreto in un angolo dello schermo;
5.    e non dimenticate di dare ogni tanto una controllata alla segreteria telefonica: qui vengono registrati e archiviati i messaggi vocali che possono essere fatti partire in qualsiasi momento con la sola pressione di un tasto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Speedflirt: non è Grindr, ma aiuta comunque a rimorchiare

In attesa che la versione di Grindr per eterosessuali sia disponibile (doveva già esserlo dalla fine del 2011, ma ancora tutto tace, uffa!), ecco un’app che dovrebbe svolgere più o meno la stessa funzione. Del resto, chi si accontenta gode!
COME SI CHIAMA
Speedflirt.
DA SCARICARE SULL’IPHONE DI Single-da-una-vita che le hanno già tentate tutte: i classici siti di dating, le videochat che mettono in contatto perfetti sconosciuti, le community che fanno selezione all’ingresso e richiedono una serie di requisiti estetici (compreso il peso, ebbene sì), i portali di matchmaking che promettono di formare coppie inseparabili prima ancora che le due metà si siano incontrate…
COSA FA (IN UN TWEET) Funziona da love detector. In pratica, individua via gps i single che hanno scaricato l’app e si trovano nelle vicinanze.
COSTO È gratuita. Ma a qualcuno potrebbe venire voglia di pagarla.
LA VERA FIGATA N°1 È necessaria l’approvazione di entrambi gli iscritti prima che vengano messi in contatto. Dunque, zero opere di carità. E zero bidoni a scatola chiusa.
LA VERA FIGATA N°2 Le foto dei profili sono in alta risoluzione. Perché i dettagli fanno la differenza, eccome se la fanno.
LA VERA FIGATA N°3 Cancellarsi (una volta trovato l’amore) è davvero facile. E non bisogna ridursi a subissare di mail server dall’altra parte del mondo.
speedflirt

Categorie: Social Life

Altro che I like! Ora è tempo di I pin (perché il web italiano ha finalmente scoperto Pinterest)

di Marilena Porfiri
(che ultimamente ha una digital life ancora più intensa del solito, ma non si è dimenticata di noi e ogni volta che può trova nuovi spunti per semplificare la vita a tutte le glam geek. Quindi, grazie, Marilena!).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Credetemi, questo non dovete perderlo. Iscrivetevi e dategli almeno un’occhiata, perchè Pinterest sarà uno dei siti più seguiti del 2012.
Io lo uso già da svariati mesi e vi assicuro crea dipendenza.
Cos’è esattamente? L’ennesimo social network da cazzeggio quanto basta, gratuito (finora) e che fa quello che già altri già fanno? Ebbene sì. E, allora, direte voi, perché iscriversi ? Perché in più, permette di dare un ordine, salvare, collezionare e condividere tutto ciò che piace sul web.
E, allora, dopo i like, i tweet, i retweet, i post, i quote, arrivano i “pin” e cioè i “contenuti multimediali da appendere in bacheca come degli spilli”
. Crearli è semplicissimo: quando curiosate un sito qualunque, grazie al bookmarket (giusto per chi non lo sapesse, è un bottone che è possibile integrare nel browser e spostare sulla barra dei preferiti, e che esegue una serie di comandi), potete appuntare immagini, video, discussioni e gifts su un board, ovvero su una bacheca a tema. Risultato: quel board diventa un angolo di cose belle, di inspiration, che la community può commentare. Ma anche una vetrina, dove esporre spunti, interessi, idee, prodotti… proprio come in un sito di e-commerce.
C’è chi “appende” i gadeget più inusuali della rete, chi le migliori infografiche, chi i piatti più succulenti…
Mi raccomando, non considerate Pinterest una semplice variante di Flickr. Anche perché nel nuovo social ogni immagine non è condivisa in quanto tale, ma come copertina di un contentuo multimediale con link diretto al sito d’origine. Piuttosto, cominciate a pensarlo come un nuovo rivale di Facebook. Mark (Zuckerberg) sei avvisato!
Pinterest

LetsLunch: come sfruttare la pausa pranzo per fare networking

Syed Shuttari pranza sempre con le stesse persone: una manciata di promettenti start-upper della Silicon Valley. Si annoia a morte? Forse. Pensa di perdere tempo? Probabile. Di certo, vorrebbe impiegare la pausa diversamente e, magari, sfruttarla per allargare il suo network professionale. E, allora, ecco l’idea: mettere in piedi un sito di business dating in grado di far incontrare persone con interessi professionali simili proprio durante il break. Del resto, si sa, l’affare vien (meglio) mangiando. Così, circa un anno fa, nasce LetsLunch. Tempo pochi mesi, il giovane Daniele Bianca ne fa una versione italiana. Che funziona benissimo. Perché è semplice, molto semplice:
1) si va sul sito;
2) ci si iscrive gratuitamente;
3) si sintetizza in poche righe ciò che si fa;
4) si indicano i propri interessi, la propria lunch zone (fino a cinque città in cui si è disposti a incontrare il proprio compagno di merende, anzi, di pranzi), giorni e orari disponibili.
E il più è fatto. Al resto ci pensa un algoritmo, che elabora e incrocia i dati, fino a quando non abbina due utenti compatibili. Come in una specie di gioco delle coppie. Poi, una mail avverte entrambi del rendez-vous, con tanto di indicazione di cinque ristoranti in cui potrebbe avere luogo. A questo punto, prendere (e accordarsi direttamente tra letsluncher) o lasciare. Se si prende, è bene sapere che dopo ogni companatico viene richiesto un feedback sulla persona con cui si è pranzato. Ma niente di impegnativo, giusto un punteggio.
«Sono i legami deboli quelli che contano per trovare/cambiare lavoro, incontrare  finanziatori per i propri progetti…», spiega Daniele Bianca. «E il modo migliore per costruirli è fare ciò che gli americani chiamano social dining. È anche il modo più facile: LetsLunch leva l’imbarazzo che il contatto solo ed esclusivamente off line spesso implica. Insomma, il sito stesso provvede a rompere il ghiaccio. E poi non si tratta mai di un blind date davvero blind: chi pranza con chi può fare delle verifiche accedendo agli account LinkedIn e Facebook, direttamente collegati alla community».
E chissà che da cosa non nasca cosa. E che, puff, scoppi il colpo di fulmine tra letsluncher: Daniele è possibilista: «Mai dire mai nella vita».

Let's Lunch